Perchè rivive “il Brogliaccio” di Ancona, di Giancarlo Cappanera.

Grande TESSERA

Il Brogliaccio è la testata del “quasi mensile studentesco”  di Ancona degli anni 60′ scritto senza barriere di appartenenza da ex studenti di “scuola superiore ” (oggi ormai over…anta) che molti ricorderanno fu venduto dal Marzo 1962 al 1973, senza scopo di lucro, tra i banchi o nell’atrio degli istituti scolastici cittadini.

La pecularità, forse unica in Italia, di questo mensile studentesco fu quella che non era redatto da componenti di uno specifico istituto scolastico ma da studenti provenienti da tutte le  scuole cittadine di Ancona.
Quella stagione di..”capelli lunghi e mini gonne“, vissuta con grande intensità tra sogni, lotte ideali e impegno politico, provocò una rivoluzione sociale tale da suscitare in molti giovani una presa di coscienza collettiva oggi alla base della formazione di una buona parte delle più vivaci componenti della nostra odierna società.

Volevamo cambiare il mondo, certo non ci siamo riusciti come sognato, ma alla nostra generazione va il merito di averci provato più di tante altre….
L’attuale classe dirigente che si è plasmata proprio in quel periodo, a causa delle sue contraddizioni, si porta ancora dietro tanti sogni irrealizzati ma si distingue comunque per amministrare una comunità che ha fatto di Ancona una delle città più vivibili d’Italia; questa è la prova che…qualcosa di buono in quei “ragazzi del ’68” è rimasto. Per rendersene conto basta scorrere la lista dei loro nomi dove è facile identificare tante figure che hanno costituito dalla seconda metà del secolo scorso, parte della” meglio gioventù” di Ancona.

Chi come me ha vissuto la vita di Redazione ha la presunzione di affermare ancora oggi che il Brogliaccio era lo specchio di quella maggioranza di studenti, senza colore politico definito ma non incolore, che scendeva “in piazza” in modo moderato e si batteva per ottenere democraticamente un cambiamento più con l’impegno sociale e culturale che con le barricate.indice1

Il Brogliaccio, Ancona studenti, era un mensile che si autofinanziava (non guadagnando una lira..) per continuare a restare la voce “laica” di informazione studentesca della città senza subire mai condizionamenti da nessuna forza politica.
La linea editoriale rifletteva dichiaratamente una moderna visione cattolica della vita perchè, nato da un’illuminata idea di Don Piero Nenci, era espressione del Movimento Studenti di Azione Cattolica.
Al mensile però collaboravano numerosissimi studenti di diversa formazione ideologica (anche non cattolici) che si erano aggregati a noi alla ricerca della “verità” attraverso il dialogo.
Ma nè la Curia attraverso Don Paolo Paolucci, nè il Direttore responsabile Nello Bolognini ebbero mai la necessità di intervenire sulle linee redazionali o sui contenuti degli articoli, dimostrando per i tempi, una fiducia, una sensibilità ed un coraggio straordinari.

Nel 1968 la ragguardevole tiratura del mensile raggiunse, per alcuni numeri 5.000 copie (quasi tutte vendute), non male per una città che allora contava circa 85.000 abitanti.

Certo che rileggendo oggi gli articoli e i vari commenti ai fatti dell’epoca qualche volta non ci ritroviamo d’accordo con quanto da noi stessi scritto, la pensiamo un po diversamente, ma se siamo meno utopisti, più disincantati ed esperti non significa che rinneghiamo quel periodo fondamentale per la nostra crescita interiore.

Questo sito non nasce per una rievocazione nostalgica ma con l’intento di non mandare disperso quel patrimonio di esperienze vissute, per ricordare lo spirito di partecipazione che alloggiava nei giovani in quegli anni, per lasciare una traccia fruibile su come la pensavano con passione gli studenti anconetani di quella generazione, per non dimenticare le emozioni, le proteste, la fede con la quale agivano sotto tutte le bandiere di libertà per “riuscire” nella loro vita.
Mi scuso anticipatamente se per limiti del mio archivio cartaceo (andato disperso) qualcuno noterà omissioni (forse anche gravi) di articoli, nomi o fatti relativi a tutto il periodo di stampa della nostra pubblicazione.

I giovani che avranno la curiosità e la pazienza di leggerci, troveranno in questa selezione (necessariamente limitata) molte spiegazioni e risposte che li aiuteranno a capire meglio in che ambito sociale si sono formati i loro genitori. Mi auguro, altresì, che la rilettura possa aiutare quelli della mia generazione non a fare risvegliare uno sterile rimpianto di “come eravamo”, ma a ritrovare forse parte di quello slancio che può ancora stimolare la realizzazione di tanti nuovi progetti.
almeno proviamoci ancora !

Giancarlo  Cappanerancarlo

NOTE A MARGINE DELL’AUTORE.

Avendo avuto il privilegio di dirigere “il Brogliaccio” per un certo periodo, nel 2003 ho messo in linea la prima edizione di questo sito (non più raggiungibile all’indirizzo www.frasassigsm.com/ilbrogliaccio) che rinnovo oggi, nel 2016, a beneficio di chi in futuro avrà il desiderio di conoscere com’era “quel giornalino scolastico” che si chiamava “Il Brogliaccio”, un quasi mensile che comunque la si pensi, nell’immaginario collettivo di tante persone  viene ancora ricordato ad Ancona  come una piccola pubblicazione cult.

Se veramente quest’appellativo ha qualche valenza ciò è dovuto certo ai contenuti, mica tanto stupidi considerando che il più grande di noi aveva meno di 20 anni, ma sopratutto alla straordinaria collaborazione data da oltre cento studenti della nostra città.

Ancora oggi, con i capelli meno lunghi e grigi, non molliamo !

Giancarlo

P.S

Un sentito e doveroso ringraziamento lo rivolgo a Gian Carlo Boggi che mi ha concesso cortesemente di scannerizzare ed inserire nel Sito articoli pubblicati nelle rarissime e preziosissime copie in suo possesso dei primi numeri (dal 1962 in poi) del Brogliaccio.

Appello rivolto agli studenti di Ancona degli anni sessanta: se avete ancora qualche numero del “Il Brogliaccio” con altri articoli che ritenete interessanti da pubblicare, vi prego di inviarmeli. GRAZIE.

Ultimo aggiornamento di questo sito web: Gennaio 2019. 

4 commenti

  1. antonio cartaro

    è una bella sorpresa e devo dirti grazie Giancarlo per non aver mollato neanche la memoria cartacea di quel bellissimo periodo di lotta che ci ha fatto certamente crescere ..ho conservato con amore una copia ..te la invierò quanto prima
    grazie ancora e un abbraccio
    antonio

  2. Rosilio Marcellini

    Mi chiamo Marcellini. Mi chiamavano Marcello, ma il mio nome di battesimo è Rosilio. Ho redatto il Brogliaccio in quei primi anni, perché in qualche modo ero il “capo” (si fa per dire) di quel Movimento Studenti per il lato maschile, mentre quella che sarà poi mia moglie, Rosanna Rossi era nel ramo femminile. Infiniti ricordi, discussioni, illuminazioni nelle riunioni settimanali. Con un don Piero e un don Franco che stimolavano, ma non hanno mai imposto una loro visione. I più provenivano dal Liceo Scientifico, che all’epoca era un po’ la scelta alternativa di moda al Classico, considerato troppo tradizionalista. Non riuscivamo a pubblicare una edizione al mese (solo un anno riuscimmo a farne uscire otto), per questo lo definimmo “quasimensile”. Passavo più di una settimana in una tipografia del piano S. Lazzaro per impaginarlo. Poi dovetti smettere perché andai all’Università di Firenze …

  3. Caro Marcello/ Rosilio, i tuoi “pezzi” erano piuttosto impegnati: su Cuba, l’Europa, la politica, ecc. La tipografia era Pucci, e anch’io ogni tanto ci facevo un salto per l’impaginazione e…pagare i debiti. Dove sei finito? E’ possibile avere un tuo riferimento di contatto ? Un caro saluto. Il megadirettore nello bolognini.

  4. Caro Marcello
    Felice di averti sentito.Con la tua lettera mi hai fatto ricordare i vecchi e felici tempi del Movimento Studenti .Tanti saluti a tua moglie Rosanna.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi