Il 68′: periodo di sole proteste o qualcosa in più ?

Relatore: Marco Polonara, V Aeronautico IIS “Volterra-Elia” AN.

2018: sono passati 50 anni da una fatidica data. Nonostante in molti conoscano questo anno, non si può non notare quanta ignoranza regni attorno ad un evento così importante.

Io stesso ho sempre pensato che il ‘68 fosse una semplice manifestazione studentesca avvenuta a causa di ragazzi malcontenti. Ma non è così, il ‘68 è molto più complesso di ciò che si pensi e ritengo che sia importante dedicargli la giusta attenzione.

Nonostante sia stato un evento di importanza globale, il ‘68 non ha portato a grossi cambiamenti nella società, ma sicuramente ha cambiato il modo di pensare dei giovani e anche degli adulti.

Uno dei modi migliori per analizzare questi cambiamenti è leggere e documentarsi sui giornali studenteschi nati in quel periodo.

Nel 1962 nasce ad Ancona il giornale “Il Brogliaccio”, creato dagli studenti delle scuole superiori su iniziativa di don Piero Nenci e divenuto molto popolare negli anni successivi.

Il giornale ufficialmente non esiste più, ma sul sito internet è possibile trovare tutt’ora numerosi articoli scritti da ragazzi delle superiori che raccolgono il pensiero studentesco di quegli anni.

Leggendo alcuni articoli ci si può rendere conto di come i giovani non avessero paura di esprimere le proprie idee. Ad esempio, nell’ articolo “Voto a 18 anni”, l’autore Giuliano Cappanera va contro il pensiero che gli adulti avevano in quel periodo sui giovani e afferma che “Non è vero che i giovani si interessano solamente di musica e di mondo beat, essi sanno essere dinamici in una società a volte troppo addormentata, sanno affrontare a viso aperto, senza ipocrisie, i problemi dell’uomo  d’oggi: la guerra, la politica, la scuola, la religione, il sesso”.

Nell’articolo “Lo sciopero”, l’autore fa un’affermazione piuttosto forte, dicendo che “Non dovremmo mai permettere che la solita gente irresponsabile confonda (e faccia confondere) lo sciopero con il ‘seghino’ e ciò che si ottiene nella misura dell’idea che ci mette in sciopero è stata prima pensata, vagliata, diffusa e costantemente perseguita con serietà; al contrario saremmo dei buffoni”.

Molto probabilmente un giornale come “Il Brogliaccio” si potrebbe diffondere molto facilmente tra gli studenti di oggi, trattando delle dovute tematiche, proprio perché è un giornale scritto da studenti, quindi realizzato con la mentalità dei propri coetanei.

Oltre a leggere gli articoli, ho avuto possibilità di conoscere degli “studenti giornalisti” in un incontro tenutosi nella mia scuola, i quali hanno fatto riferimento anche alle differenze tra la scuola prima e dopo il ‘68.

Grazie a questo incontro ho approfondito le mie nuove idee su questo periodo storico: non si è trattato solo di un periodo di protesta, ma anche di un “Movimento di idee” e un “Cambiamento verso il nuovo”.

Durante questo incontro ho avuto la possibilità di parlare direttamente con uno degli “ex studenti” e alla domanda “Su cosa si potrebbe incentrare un ‘68 oggi?” la risposta è stata: “Dipende da quello che vuoi cambiare, mai perdere il coraggio”.

Ne farò tesoro.

 

 

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