IL ‘68. Guardate & Imparate.

Relatore: Olivier Nguetsa, V Aeronautico IIS “Volterra-Elia” AN.

’68, periodo di rivoluzione e cambiamenti.

Sono passati cinquant’anni, da quando gli studenti dell’epoca hanno organizzato manifestazioni a dir poco eccezionali per certi aspetti.

Le prime contestazioni rivoluzionarie del ‘68 ebbero inizio negli Stati Uniti dove in particolare i giovani erano ormai stanchi della guerra in Vietnam. Questo loro sistema di proteste si diffuse poi in Europa per  arrivare in Italia con un anno di ritardo.

Del punto di vista scolastico, ebbero luogo numerose proteste avviate da studenti intrepidi, i quali andavano contro il sistema scolastico dell’epoca, sistema caratterizzato da pregiudizi da parte di insegnanti spesso ingiusti e autoritari.

A volte molti di questi studenti pagarono le loro iniziative vedendosi abbassare il voto di condotta, ma, come ha affermato in un incontro tenutosi nella nostra scuola l’ormai pensionata ed ex giornalista del “Brogliaccio” (giornale icona di queste contestazioni della piccola cittadina di Ancona) “a volte bisogna rischiare per raggiungere un traguardo, che sia positivo o negativo”. Oggi il sistema scolastico si può dire migliorato per certi aspetti rispetto al passato, a mio parere però, c’è ancora molto su cui lavorare.

Oggi noi, come studenti, dovremmo fare lo stesso perché la società, il mondo del lavoro e la scuola sono in costante evoluzione, certo, non sempre tutto si evolve in meglio, perciò oggi noi, come studenti, dovremmo avere il coraggio di criticare il sistema e non accontentarci, in modo tale da rendere la scuola un posto migliore per il prossimo.

Un esempio di contestazione che si potrebbe attuare anche oggi, secondo me, potrebbe essere finalizzato alla richiesta di contratti part-time per gli studenti universitari e non; inoltre, come nel ‘68 è ancora presente (anche se in forma minore) il “profiling” (ovvero quelle valutazioni qualitative della personalità e delle  attitudini comportamentali e delle specifiche abilità di un individuo) di un alunno in base al suo andamento scolastico; un esempio di contestazione studentesca in corso è quella contro l’alternanza scuola-lavoro dove in alcuni casi si verificano fenomeni di sfruttamento e talvolta il lavoro assegnato non è attinente al percorso di studi dello studente.

Ovviamente oggi un giornale come il “Brogliaccio” (a meno che non sia diffuso all’interno delle scuole, da parte di un sistema organizzato composto da una catena di studenti determinati  e rivoluzionari come a quel tempo, i quali riescano ad attirare l’attenzione di tutti in modo costruttivo ed innovativo promuovendo attività extra scolastiche, come riunioni o sponsorizzanti attività sportive esattamente come gli ex collaboratori del “Brogliaccio”) sarebbe quasi improponibile. E’ anche vero, sempre secondo il mio parere, che oggi noi giovani siamo molto più pigri, viziati e in alcuni casi meno coraggiosi e meno disposti a volerci sbilanciare da una determinata situazione, timorosi di un ipotetico cambiamento.

Infatti ormai sono in pochi quelli che si ribellano, quelli che ancora hanno uno spirito di cambiamento e progresso, quelli che non si accontentano e che non si lasciano trasportare da piccole distrazioni come lo smartphone, che rende sì tutto più semplice, ma strumentalizza la nostra società rendendoci banali ed ignoranti, sempre alla ricerca del percorso più semplice perché intimoriti da quello più arduo. Perciò, chissà, forse siamo noi stessi in primis a dover cambiare per poter cambiare qualcos’altro?

 

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